Essendo un emigrato da più di qualche anno in Australia, ogni tanto mi pongo le domande: “ma perché l’Italia non funziona?” “Da dove si potrebbe iniziare a sistemare le cose?”
In realtà, più penso a possibili risposte e più cado nello sconforto.
Non capisco perché ci sono paesi al mondo, che possono funzionare non dico alla perfezione, ma in un modo accettabile, ed invece un paese con quasi infinite bellezze artistiche, storiche e naturali come l’Italia puo’ funzionare cosi’ male.
Faccio la premessa che queste sono mie idee, in base alle esperienze personali e con le (poche) conoscenze dei fatti e situazioni che ho.
Lavoro
Per risanare qualcosa, forse partirei dal settore pubblico.
Recentemente in Italia hanno iniziato ad andare sulla buona strada, ed eliminare i buontemponi con poca voglia di fare.
Certamente ce ne sono molti di furbi, che hanno fregato l’Italia come stato e come popolazione per un bel po’ di tempo, ma ci sono problemi maggiori.
Sembra che si debbano ridefinire un po’ ruoli e mansioni all’interno del pubblico.
Più mi addentro in uffici pubblici, più sembra che diversi settori si accavallino, e alla fine nessuno riesca mai a trovare l’esatto ufficio dove ottenere una certa prestazione.
E’ forse per questo che abbiamo bassi tassi di disoccupazione in Italia?
Creazione di decine di servizi pubblici dove le cose vengono (spero) involontariamente replicate?
Perché invece non si fa piazza pulita di tutte le “brutte copie” e non ci si concentra nel migliorare le “belle copie” ottimizzandole con personale adatto e qualificato, e di giusto numero, distribuito nel territorio, in base alla popolazione ed ai bisogni?
Forse questo non vale anche per Camera e Senato?
Perché servono cosi’ tante persone nel nostro paese per svolgere lo stesso lavoro?
Perché ci devono essere uffici sovraffollati, con gente che gioca al pc per passare il tempo (o addirittura neanche si presenta al lavoro), e uffici con deficienza di personale, che non sa dove sbattere la testa?
Perché non ci sono controlli con punizioni esemplari per chi non svolge correttamente e professionalmente il proprio lavoro?
Troppo garantismo.
Lo so, ci sono stati decenni di lotte per riuscire ad arrivare dove siamo ora, ma al momento, io credo che abbiamo raggiunto livelli di protezione ridicoli, che portano maggiormente aspetti negativi, a causa del loro abuso, da parte di alcune persone.
Basta vedere quanto e’ diventato impossibile ottenere un contratto a tempo indeterminato, e quanto e’ difficile farsi assumere se si e’ donne.
I sindacati. Perché esistono i sindacati? Chi proteggono esattamente? Non si capisce che garantendo troppo, si creano problemi a tutti con il passare del tempo?
Permessi di malattia utilizzati male, lo stesso vale per maternità e cassa integrazione. Per non parlare di incentivi di disoccupazione. E chi paga tutto cio? La gente che versa le tasse (che in Italia e’ ben poca).
Ricordiamoci che oltre al settore pubblico, esiste una gran parte del paese, che lavora su aziende private.
Le aziende private, viste come vili esseri mostruosi che sfruttano le persone, in realtà danno lavoro ad altri, permettendo loro di sopravvivere.
Perché ci sono persone che creano aziende?
L’uomo a mio parere e’ mosso dall’appagamento, che può derivare da varie fonti, ma credo che in ambito lavorativo, forse semplificando il tutto, riassumerei in: denaro e soddisfazioni personali.
Ci sono gli imprenditori, che guidati dal loro desiderio di appagamento, investono di tasca loro, per essere ulteriormente più appagati. Cosi’ facendo creano lavoro per altra gente. Perché non siamo loro riconoscenti?
Perché esistono i sindacati? Per proteggere i lavoratori dipendenti.
Ma chi protegge le aziende?
Perché prima di tutto abbiamo “i sindacati” e non “il sindacato”?
Per creare più posti di lavoro replicando mansioni? Come sempre del resto.
E perché i sindacati non sono qualcosa che siede nel mezzo tra aziende e lavoratori ed aiuta a correggere dispute?
E’ tutta una ruota. Se un dipendente non ha appagamento dal proprio lavoro, non lo svolge correttamente, e porta l’imprenditore stesso, o il proprio superiore diretto, a non essere appagato. Perché non può essere più semplice terminare un rapporto di lavoro che non ha beneficio per entrambe le parti? Lavorare non e’ prendere un compenso, per stare al lavoro, ma prendere un compenso, dando un certo quantitativo di prestazioni in cambio.
Sono entrambe le parti che dovrebbero essere ugualmente tutelate.
Il dipendente, con la tutela dei propri diritti, ed il datore di lavoro, con la possibilita’ di cambiare le carte in tavola se le cose non vanno come dovrebbero.
Perché e’ cosi’ difficile licenziare qualcuno? Non e’ forse il lavoro dell’imprenditore, gestire l’azienda al meglio e farla funzionare a regime?
Perché e’ cosi’ facile non svolgere le proprie mansioni, e non farsi licenziare/punire in Italia?
Perché e’ cosi’ facile generare assenteismo per malattia in Italia?
Non e’ possibile svolgere il proprio lavoro, se ci si presenta al lavoro un giorno in meno a settimana.
Perché si da tutto per garantito?
Si svolge il proprio lavoro, e a lavoro svolto, si percepisce uno stipendio. It’s that easy!
Perché devo poter percepire uno stipendio se non svolgo il mio lavoro correttamente con scrupolo e professionalita’?
In questo, devo dire che mi trovo d’accordo con l’Australia, il posto dove sono emigrato anni fa (specifico qui, come lavoratore dipendende).
Si hanno 10 giorni all’anno di malattia/permessi personali pagati, il resto lo si può prendere, ma non si viene pagati durante gli eccedenti giorni di assenza.
Fortunatamente non ho problemi di salute, ma ho una assicurazione sanitaria privata, per coprire eventuali problemi a lungo termine.
Perché devo pesare sul mio datore di lavoro, oppure sullo stato o su altri lavoratori, se le mie condizioni di salute non mi permettono di svolgere quantitativamente e qualitativamente le mie mansioni?
Non ha senso. Ma in Italia, a quanto pare, si. Perche?
Ricordiamo dalla Costituzione Italiana:
L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
E ancora:
Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.
Ed inoltre:
Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.
Non definisce esattamente quello di cui ho parlato poco fa e che non viene applicato?
Ricordiamoci che migliorando ed ottimizzando settore pubblico e privato, si diventerebbe più competitivi e la gente che ha effettivamente voglia di lavorare, potrebbe ottenere di più di quello che ha oggi, sia monetariamente che come avanzamento in carriera.
Ovviamente, le persone che hanno poca voglia di fare, sono spaventate e soffiano nell’ombra per fare si che questo non accada, altrimenti sarebbero gli unici a rimetterci.
Mentalità degli italiani
Il problema numero due dell’Italia e’ la mentalità degli italiani stessi.
Siamo tutti definiti come “pizza mafia e mandolino” all’estero.
E’ l’immagine che ci rappresenta in ogni angolo del globo. Lo stereotipo italiano all’estero e’ (esagerando) il mafioso seduto sotto casa, bello in carne, moro, di carnagione scura e con accento marcatamente meridionale, che riceve soldi per fare non si sa bene cosa.
Perché ci piace cosi’ tanto la corruzione, il favorire qualcuno, ed il farsi favorire?
Perché non siamo meritocratici in niente come popolo?
E perché una persona può farsi assumere da qualche parte (anche nel settore pubblico) chiedendo all’amico del fratello del cugino? (La mentalità del “si combina”)
E perché in Italia si può comprare qualsiasi cosa?
Perché il medico curante può dichiarare quello che vuole (magari oltretutto con un “compenso” addizionale!) senza che nessuno lo contesti? E’ poi veramente un medico che si e’ laureato correttamente? Chi lo sa!
Perché si deve pagare qualcuno per poter esercitare la propria professione liberamente e non essere minacciati?
Perché ci sono migliaia di falsi invalidi che gravano sulla societa’?
Perché la gente non paga regolarmente le tasse, per ottenere in cambio i servizi dallo Stato?
Ho fatto dei piccoli esempi banali (e purtroppo sembrano/sono cosi’ reali!) ma dovrebbero rendere l’idea.
Qui non ho altro da aggiungere.
Se non vi va bene come stanno andando le cose, svegliatevi e cambiate nel vostro piccolo.
Giustizia
La giustizia e’ un altro capitolo critico dell’Italia.
Come sempre, parlando della replicazione delle mansioni nel pubblico, in Italia esistono millemila corpi di polizia/protezione/etc.
Esercito, carabinieri, alpini, polizia, finanza, vigili urbani, municipale etc etc. e ci aggiungiamo pure la protezione civile!
E ci si lamenta che non c’e’ personale da utilizzare in Italia per garantire la sicurezza?
A sentire la lista dei nomi dei corpi di polizia, si ha l’impressione che un terzo degli italiani sia parte delle forze dell’ordine! Ma poi la gente non si sente sicura ed ha paura di uscire di casa in certi posti. Allora?
Mi viene il voltastomaco solo a parlarne.
Perché non si fanno uno o due corpi in totale, suddivisi in dipartimenti con specifiche mansioni, dove la gente viene spostata da un dipartimento all’altro in base al fabbisogno?
Si ha paura ad utilizzare l’esercito per fare mansioni di protezione ordinaria. Ma cosa fanno da mattina a sera altrimenti?
Se ci fossero più controlli, in Italia la gente (sia italiani, che non) si comporterebbe un po’ meglio. Alla fine non e’ questo il compito delle forze di polizia? Proteggere la popolazione e garantire rispetto delle regole?
Mi sta bene che ci siano tutte queste persone nei corpi di polizia, ma non mettiamo solo i carabinieri e polizia a fare il lavoro sporco. Mettiamoli tutti. E’ una scelta di vita combattere ogni tipo di criminale giusto? Non glie l’ha mica ordinato il medico di scegliere quel tipo di lavoro.
In più anche qui aggiungiamo un sacco di protezione e diritti eccessivi per i criminali. Ma lasciamo un po’ di potere di azione a questi corpi specializzati di polizia. Utilizziamo un po’ il manganello con chi non si comporta correttamente!
Ho avuto qualche piccola esperienza personale, di gente impunita che si vede tutt’ora per strada.
Come e’ possibile? In Italia ti incitano a compiere reati? Tanto il guadagno proveniente da attività illecite e’ generalmente elevato, e punizioni esistono solamente in casi sfortunati.
Che senso ha allora il comportarsi correttamente? Creiamo miniere, lavori forzati, non carceri con televisioni e divani!
Creiamo punizioni esemplari, in modo che la gente si convinca che il carcere non e’ un bel posto dove finire, anche se per qualche giorno.
Facciamo pulizia della gente “sbagliata” che c’e’ nella giustizia italiana ed interpretiamo le regole allo stesso modo per tutti!
Poi perché ci devono essere milioni di regole anche in contrasto l’una con l’altra?
Ma riscriviamo il tutto! La nostra giustizia sembra un labirinto senza uscita.
Mesi e mesi se non anni, per arrivare ad un verdetto in tribunale, con gente a piede libero nelle strade. Tante piccole leggi senza capo ne coda. Ma ci stiamo prendendo in giro da soli?
Ne’ la piccola criminalità, ne’ quella organizzata spariranno se non si da un taglio netto al sistema attuale. In fin dei conti siamo d’accordo tutti che non funziona, giusto?
Immigrazione
Da immigrato in un paese altamente sviluppato, posso dire che in Italia stiamo sbagliando tutto.
Migliorando il sistema giudiziaro e di giustizia, le cose funzionerebbero meglio di riflesso.
Non e’ questione di intolleranza o razzismo.
Persone nuove, provenienti da altri stati anche disagiati, devono poter dimostrare che sono pronti ad integrarsi con il resto della popolazione, rispettando regole e contribuendo allo sviluppo del paese.
Alla fine io come italiano ho dovuto fare test medici accurati (a mie spese, non gratuiti!), per provare che non sarei pesato nella societa’ (per esempio con cure mediche gratuite come tanti fanno appena arrivano in Italia). Ho dovuto fare esami accurati di lingua, sempre a mie spese, e provare con certificati di polizia da ogni singolo paese in cui ho vissuto, che ho la fedina penale intatta.
Non posso biasimare queste persone, fanno quel che possono, finché glie lo lasciamo fare, ed imparano SOLAMENTE dall’italiano tipo, a comportarsi al limite delle leggi, per poi eccepire nella pratica e superare il maestro!
Mea culpa!
Il problema e’ che al momento la popolazione e’ stufa di quello che sta’ accadendo. Siamo davvero alla frutta!
Ovviamente e’ un processo che va applicato gradualmente, altrimenti succedono cose spiacevoli per tutti. La parola chiave e’ integrazione. Al giorno d’oggi, tutti hanno praticamente diritto di vivere dovunque, l’abbiamo scelto anche noi, aderendo all’unione dell’Europa! Ma e’ sicuramente il futuro del mondo, e devo dire che potrebbe funzionare, se applicato correttamente.
Chiesa
Riguardo la Chiesa cattolica, al momento ho solo una cosa da citare, presa dalla Costituzione Italiana:
Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani.
Credo di essermi tolto qualche sassolino dalla scarpa anche se purtroppo non porterà a niente. Mi sono sfogato ed ho espresso cosa vorrei cambiasse in questo paese bello e ricco, ma con seri problemi strutturali.
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